0 In Itinerari, trekking, passeggiate/ Mare e monti

Arenzano: anello dei Ruggi e Ponte Negrone

Cascate, laghetti, ponti e un piccolo rifugio incastonato nel bosco e nel Parco del Beigua: ecco le attrazioni che offre il facile percorso ad anello dei Ruggi che si snoda sulle alture di Arenzano.

L’itinerario, di circa 12 km, inizia dalla località Agueta (44°24’42.6″N 8°39’58.8″E) dove si trova anche l’Agriturismo Agueta du Sciria e un parcheggio. Il percorso è adatto a tutti: è prevalentemente pianeggiante e ben segnalato.

L’itinerario del trekking

Il primo segnavia da seguire è la T rossa che dopo un breve tratto in salita porta all’incrocio di Passo Gua. Non sarà difficile riconoscere questo luogo: infatti, qui è presente una pietra dalla forma quadrata con su scritta la parola “Gua”. All’incrocio, si continua sul sentiero principale che sale sulla destra e che passa nelle vicinanze del Riparo Cianéla.

Superato il Cianéla, si prosegue seguendo le indicazioni per i Ruggi e il segnavia C2. Dopo un piccolo tratto di bosco, ci si troverà a costeggiare il fiume e a risalire la valle fluviale. Punto di arrivo sono i Ruggi di Arenzano, dove si trovano una piccola cascata e due ponticelli molto scenografici che consentono di superare la stretta valle.

La località dei Ruggi è luogo suggestivo localizzato nel punto in cui nasce la Valle di Lerone e dove scorre il rio Leone, nonché zona dell’acquedotto che rifornisce Arenzano. Tutto attorno il verde più totale e in sottofondo lo scrosciare dell’acqua.

L’itinerario prosegue sulla sponda opposta del fiume, il sentiero C2 incontra il C5 fino ad arrivare al Rifugio Sambugu, recentemente ristrutturato. Dopo una breve sosta, il cammino riprende seguendo le indicazioni per il Ponte Negrone, ancora il segnavia C5 e poi il segnavia I che indica il sentiero dell’Ingegnere.

Dopo una manciata di km in discesa, ecco spuntare il Ponte Negrone. Percorrerlo è un po’ un tuffo nel passato: l’opera risale al periodo pre-industriale, è tutta in muratura e attraversa la gola rocciosa dove il Rio Leone e il rio Negrone confluiscono, nel nome e di fatto, a formare il Torrente Lerone. Entrambi i rii formano spettacolari pozze e cascatelle, ma la piscina naturale che più stupisce è il “Lagu du Gattu” – subito sotto alla confluenza.⠀

Particolare speciale di questo luogo sono le libellule blu che con l’arrivo della primavera cominciano a svolazzare nel tratto che porta al rio Leone.

Sul cammino del ritorno, si trova il tracciato più impegnativo. Dal Ponte Negrone, si imbocca una ripida salita a zig zag che in circa 20 minuti porta all’Area del Castagno: una fresca area picnic immersa in un castagneto dove non passa inosservato un castagno gigante. Da qui, ci si immette nuovamente nel sentiero T che porta alla pietra quadrata e alla via di ritorno per l’Agueta.

In pochi km, davvero tante bellezze da ammirare: l’anello dei Ruggi è sempre una passeggiata piacevole, in tutte le stagioni.

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply