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Ciclopedonale Maremonti, riconvertire un’ex ferrovia

ciclopedonale maremonti

La storia della Ciclopedonale Maremonti nasce nel 1970. Con la realizzazione del raddoppio del tratto ferroviario Sestri Levante-La Spezia, si decise di dismettere un tratto della ferrovia a binario unico della Genova-Pisa .

Una ferrovia sul mare

La costa ligure è un territorio impervio. L’hanno scoperto a loro spese gli ingegneri e gli operai che nell’Ottocento hanno costruito la ferrovia. Erano anni in cui i commerci cambiavano e il progresso faceva fischiare i treni a vapore in tutta Italia: nel 1860, la SFAI (Società Ferrovie Alta Italia) iniziò a progettare la linea ferroviaria Pisa – Ventimiglia. Il tratto tra La Spezia e Sestri levante, lungo circa 40 km in linea d’aria, si rivelò essere il punto più aspro dell’intera Liguria.

Per aggirare il problema, vennero quindi realizzate gallerie lunghe chilometri, un lavoro duro e complicato, non molto comune per l’epoca. A fine lavori questa tratta si trasformò in un capolavoro ingegneristico per il suo tempo.

Quando questa fu dismessa, i tratti tra Riva Trigoso e Deiva Marina diventarono strada carrabile. Invece, i 6 km che collegano Levanto a Framura furono riconvertiti solo tra il 2006 e il 2011. La prima parte del percorso fu il tratto Levanto – Bonassola, che solo successivamente collegata anche a Framura.

Ciclopedonale Maremonti, un nuovo progetto turistico

Nacque così la Ciclopedonale Maremonti, un tracciato pianeggiante, che corre lungo la costa. La pista è asfaltata ed è composta da tre carreggiate. Può essere percorsa tutto l’anno, in ogni momento della giornata, poiché le gallerie sono illuminate.

Un concorso di idee lanciato nelle scuole locali contribuì alla scelta del nome e rappresenta a pieno questa realtà.

ciclopedonale maremonti

Il nuovo progetto turistico incluse anche la ristrutturazione conservativa, che mantenne i materiali costruttivi delle volte e delle arcate delle gallerie, come i mattoni pieni e il ferro. Inoltre, lungo il percorso, ancora oggi è possibile ammirare la maestria con cui sono stati realizzati i portali agli imbocchi delle gallerie. Durante i lavori di costruzione della ferrovia, i materiali di scavo erano stati riciclati per realizzare vere e proprie opere d’arte: i portali infatti sono decorati con pietre multicolore in rilievo.

Le tre tappe della Ciclopedonale Maremonti

La riconversione ai fini turistici di questo percorso, raccolto tra mare e monti, regala un’esperienza unica. Le 9 gallerie disseminate lungo il tragitto si alternano a scorci mozzafiato sul mare.

Il percorso si divide in tre tappe: Levanto, Bonassola e Framura. Se ci si trova a Levanto, il punto di partenza è il lungomare Vespucci in località Vallesanta. Da qui, il tratto che porta fino a Bonassola è lungo 2 km e termina dopo un casello ferroviario dismesso e un belvedere. Qui troverete anche l’inizio del sentiero che porta alla spettacolare Punta del Carlino.

Proseguendo sul lungomare di Bonassola, inizieranno gli ultimi 4 km della pista: questa parte della Ciclopedonale Maremonti si svolge quasi interamente in galleria, ma non lasciatevi sfuggire l’occasione di raggiungere alcune calette, come quella di Porto Pidocchio, in prossimità di Framura. Qui la pista ciclopedonale Maremonti termina parallela alla nuova linea ferroviaria e un comodo ascensore panoramico conduce al porticciolo turistico e al mare.

Turismo outdoor a due passi dai centri abitati

Come abbiamo visto, il tragitto da Levanto a Framura porta ad attraversare anche i centri abitati. E questo elemento consente di apprezzare ancora di più i tratti dell’ex linea ferroviaria: così vicini ai tre paesi, ma totalmente immersi nella natura e nel silenzio.

L’ingresso della Ciclopedonale Maremonti visto dall’alto (Levanto)
Scorci - Ciclopedonale Maremonti
Scorci della Ciclopedonale Maremonti
Galleria Ciclopedonale Maremonti
Galleria tra Levanto e Bonassola

Sulla pista della Ciclopedonale Maremonti è possibile correre, andare in bicicletta o passeggiare anche nelle giornate più calde: tra un belvedere e l’altro, le rocce delle gallerie concedono il sollievo di una fresca pausa. Se ci si addentra tra i pini marittimi e le piante di eucalipto, sarà inoltre possibile seguire i sentieri che portano a spiagge e calette che si incontrano tra Levanto e Framura. Lungo il percorso sono moltissimi i punti in cui è possibile noleggiare una bicicletta e partire alla scoperta. Non correte troppo però, ci sono moltissime cose da vedere!

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