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La natura d’inverno: tre escursioni nel Parco del Beigua

39.230 ettari, 500 km di rete escursionistica, 26 km di crinali montuosi, 10 comuni coinvolti: ecco i numeri del Parco del Beigua. Uno spettacolare balcone sul mare che costituisce una delle zone più ricche di geodiversità e biodiversità della regione.

Dal 2015 il comprensorio del Beigua è riconosciuto con la denominazione BEIGUA UNESCO Global Geopark e inserito nella prestigiosa lista dei geoparchi internazionali per il suo eccezionale patrimonio geologico. Una lista che comprende 147 Geoparchi a livello internazionale, distribuiti in 41 Paesi del mondo, di cui 76 in Europa e 10 in Italia.⠀

Il Parco del Beigua è un’ottima idea in tutte le stagioni. Sì, anche di inverno! Anche nei mesi più freddi offre tanti itinerari per trascorrere una giornata all’insegna della natura, scopriamo insieme alcune escursioni possibili.

1. Ciaspolata nella Foresta della Deiva – Sassello

In cerca di magia invernale? Una ciaspolata nella Foresta della Deiva di Sassello è quello che ci vuole: un facile percorso ad anello permette di ammirare candidi panorami mozzafiato, di scoprire la flora della foresta e anche qualche luogo di particolare interesse – come l’essicatoio della Giumenta e il Castello Bellavista.

L’itinerario inizia dalla sbarra della Casa del Custode (44°28’37.8″N 8°29’07.1″E), luogo in cui in passato viveva il custode della Foresta, oggi foresta regionale demaniale. La storia del comprensorio della Deiva ha attraversato fasi di degrado e recupero del patrimonio boschivo con passaggi di proprietà tra diverse casate nobiliari. È poi passato sotto la tutela dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali e infine della Regione Liguria.

Il percorso ad anello si snoda per circa 8 km attraversando un bosco di abeti e conifere e poi un bosco misto di latifoglie. Dopo circa 1 km di cammino – in questo caso di ciaspolata – si raggiunge il Castello Bellavista: una villa ottocentesca voluta dalla famiglia Bigliati. Nella seconda metà dell’Ottocento erano loro i proprierari della tenuta. Oltre alla villa, i Bigliati aumentarono il patrimonio forestale e fecero costruire sei case coloniche.

Giunti a Castello Bellavista, si imbocca la strada che porta alla Giumenta: è il sentiero dell’abbeveratoio così chiamato per la presenza di un abbeveratorio per cavalli al suo inizio. La strada, di poca pendenza, costeggia la montagna regalando vedute spettacolari sui monti circostanti. Dopo circa 45 minuti, si arriva alla località Giumenta dove si trovano un antico essiccatoio di castagne, un rifugio e un’area attrezzata per pic-nic.

È giunto il momento di rientrare, ma per un altro sentiero. Guardando di fronte l’essiccatoio, ci si dirige verso destra. Dopodichè, al bivio, si prende la strada in discesa che porta nuovamente al Castello Bellavista per ricongiugersi al sentiero principale. Qui, la vegetazione è rada e facendo un poco di attenzione si scorgono sugli alberi delle cassette di legno: sono bat-box, nidi artificiali per i pipistrelli, importantissimi per la biodiversità locale. La fiaba sta per conludersi, ci si immerge ancora una volta nel candore del bosco di abeti e conifere e si ritorna alla Casa del Custode.

Dove affittare le ciaspole? A Sassello, è possibile farlo presso il Centro Visite del Parco del Beigua “Palazzo Gervino”!

2. Laghetti della Tina – Arenzano

I laghetti non sono una meta solo estiva. Anche in inverno raggiungerli può essere un’ottima idea per allontarsi dalla città e per trascorre qualche ora in tranquillità, ascoltando il suono dell’acqua. Nelle giornate molto fredde, se si è fortunati, è anche possibile vederli ghiacciati!

Ad Arenzano, il percorso diretto ai Laghetti della Tina è adatto a tutti: l’escursione dura circa 2 ore e presenta solo 250m di dislivello. Si parte dal ristorante Agueta (44°24’42.6″N 8°39’58.8″E) e seguendo le indicazioni dirette al Lago, si arriva dopo circa 2km al Passo Gua – ben riconoscibile da una pietra perfettamente quadrata. Si prosegue sulla sinistra seguendo sempre il percorso ben segnalato fino ad arrivare a delle piccole pozze d’acqua e cascatelle. Ci siamo quasi: si risale il corso dell’acqua sulle rocce fino ad arrivare all’ultimo laghetto, il più alto e il più profondo, il Lago della Tina.

Lo specchio d’acqua è posizionato tra due pareti di roccia verticali, di cui una sempre umida e caratterizzata da un continuo stillicidio. Al centro una marmitta dei giganti (una depressione a forma di pozzo) modellata dall’acqua, del diametro di 5 m e profonda altrettanti, alimentata da una scrosciante cascatella.

3. Rifugio Argentea al tramonto o con le ciaspole – Alta Via

I tramonti invernali sono un pru che scalda il cuore: un’esplosione di colori resa ancora più affascinante da qualche nuvola nel cielo terso.

Nel Parco del Beigua sono tanti i luoghi dove poter ammirare il tramonto, ma uno in particolare è degno di nota: è il Rifugio Argentea (1088m). Il rifugio si affaccia sul mare e dall’alto del suo “balcone” (una grande piattaforma rialzata in mattoni), è possibile scorgere nitidamente il levante con Genova in prima linea, il Promontorio di Portofino e della Spezia. Il ponente con buona parte della riviera sino a Capo Mele, le Alpi Liguri e le Alpi Marittime e ai piedi Arenzano e Cogoleto.

Il rifugio si trova sul sentiero dell’Alta via dei Monti Liguri, un itinerario escursionistico di 44 tappe che percorre tutta la Liguria e che conta più di 400 km. L’Argentea è raggiungibile da diverse zone, ad esempio da Arenzano, dal Passo del Faiallo, da Pratorotondo e da Vara Inferiore.

In inverno è facile che il rifugio si imbianchi di neve. In questo caso, è possibile arrivare alla meta ciaspolando sull’Alta Via! Per quest’escursione le ciaspole sono affittabili presso l’albergo e ristorante “La Nuvola sul Mare”, in località Faiallo.

Scoprire il Parco del Beigua da soli è bello, ma farlo in compagnia lo è ancor di più! Ciaspolate, tramonti, albe, fototrekking: le guide del Parco del Beigua non si fermano mai e anche in inverno organizzato speciali visite guidate per adulti e bambini. Sul sito ufficale dell’Ente è possibile consultare il programma mensile delle escursioni e iscriversi a quelle che più interessano, un’occasione unica per vivere il parco insieme agli esperti!

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