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La tonnarella di Camogli, una tradizione da preservare

L’unica rimasta in Liguria e una delle poche rimaste in attività in Italia, si trova nell’Area Marina Protetta del Parco Nazionale Regionale di Portofino.

Nel cuore della Riviera di Levante, nella località di Punta Chiappa (in uno degli angoli più belli del Parco di Portofino, da vedere in barca o in canoa dal mare), da aprile a settembre è attiva la tonnarella di Camogli.

Sistema di pesca che vanta una storia secolare, i primi documenti risalgono al Seicento anche se alcuni sostengono che sia addirittura più antica.

Perchè si chiama tonnarella e non tonnara?

Perchè si tratta di un sistema di pesca simile ma più semplice e piccolo rispetto alla tonnara, sia per il numero di stanze che per l’utilizzo per un periodo più lungo dell’impianto.

Mentre le tonnare generalmente utilizzano impianti dalle sei alle nove stanze e sono fatti per restare in mare solo poche settimane, la tonnarella di Camogli ne utilizza due e viene calata in mare per circa 6 mesi.

Sugarelli, palamite, occhiate, ricciole, ma anche boghe, salpe e aguglie: il pescato è in vendita nei punti a disposizione (a Camogli, ma anche a Recco) grazie alla Cooperativa Pescatori di Camogli che gestisce la tonnarella dal 1974.

Tra sostenibilità e cultura


Dal materiale delle reti all’impianto, la tonnarella camoglina è da sempre un esempio di pesca sostenibile.

Le reti in fibra di cocco sono biodegradabili ma soprattutto il meccanismo delle camere permette di selezionare solo il pesce di taglia medio grande e di rilasciare ancora vivi i pesci non commercializzabili oppure sotto taglia e proibiti dalla legislazione.

Patrimonio culturale tramandato fra le famiglie di pescatori, la tonnarella di Camogli è l’anima del Golfo Paradiso, il racconto di un territorio, delle sue necessità e delle sue tradizioni, sempre basate sui principi di rispetto del mare e della natura.

Oggi purtroppo sempre meno pescatori sono disposti o interessati a lavorare con la tonnarella a causa del sistema faticoso e della stagionalità: ecco perchè dal 2011 è diventato uno dei Presidi Slow Food.

Nell’antica sede della cooperativa, di fronte alla tonnarella, si trova il Museo della Pesca, aperto da giugno ad agosto, sabato e domenica dalle 11 alle 18.

[Foto di copertina di Alice Semeria]



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