0 In Arte e cultura/ Musei

25 Aprile 1945, la Liberazione di Genova

Partigiani in Piazza De Ferrari a Genova durante la seconda Guerra Mondiale.

A wonderful job

Al numero 68/3 di via San Fruttuoso il 25 aprile 1945 si è fatta la Storia. Seduti intorno ad un antico tavolo in uno dei saloni di Villa Migone i tedeschi si arresero formalmente al Comitato di Liberazione Nazionale.

La Storia (sempre con la s maiuscola perché senz’altro questi sono eventi che hanno influito sul presente italiano) cominciò qualche giorno prima, con la grande offensiva dei partigiani genovesi contro le truppe tedesche di stanza a Genova. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile le forze partigiane riuscirono a mettere fuori combattimento gran parte delle postazioni d’artiglieria tedesche sulle alture di Granarolo, occuparono la stazione radio – un duro colpo per i tedeschi che avevano necessità di riorganizzare la difesa – e tagliarono tutte le vie di fuga verso nord.

A questo punto – ci sta proprio dirlo – il dado è tratto. Il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) – l’alleanza multipartitica che coordinò la resistenza italiana dall’armistizio del ‘43 fino alla fine della seconda Guerra Mondiale – contattò il Generale Gunther Meinhold proponendogli una resa incondizionata che gli avrebbe comunque permesso di salvare la vita a migliaia di soldati. Il Generale Meinhold accettò. Ora bisognava negoziare i termini della resa.

Il Cardinale Pietro Boetto si offrì come mediatore tra le due parti e come garante dell’accordo. Quello non fu l’unico ruolo che il Cardinale ricoprì nella Storia: dall’entrata in vigore delle leggi razziali il Cardinale Boetto contribuì a salvare centinaia di ebrei dallo sterminio nazifascista, tanto che lo Yad Vashem, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah, lo riconobbe come uno dei Giusti tra le nazioni, un titolo onorifico concesso ai non-ebrei che rischiarono la propria vita durante la Shoah per salvare quella di persone di fede ebraica.

Dunque il 25 aprile 1945 le due controparti, CLN ed esercito tedesco, si incontrarono a Villa Migone.

Villa Migone fu scelta come luogo dell’incontro perché lì risiedeva il Cardinal Boetto, ospite della famiglia Migone dal momento che le residenze episcopali genovesi erano state gravemente danneggiate dai bombardamenti angloamericani. Ma Villa Migone fu anche una scelta strategica. All’epoca la Villa aveva tre accessi differenti che, in caso di problemi durante le trattative, avrebbero offerto alle controparti una sicura via di fuga ciascuno.

Dunque partigiani e tedeschi s’incontrarono a Villa Migone e alle 9 del mattino si sedettero intorno al tavolo per cominciare le trattative.

Il tavolo di Villa Migone dove fu firmato l’Atto di Resa

La delegazione italiana era formata dal Presidente del CLN Remo Scappini, dal dottor Giovanni Savoretti (si, il nonno del cantante Jack Savoretti), dall’avvocato Enrico Martino e dal Maggiore della Piazza di Genova Mauro Aloni. La delegazione tedesca era invece guidata dal già citato Generale Gunther Meinhold, capo delle truppe tedesche in Liguria, dal suo vice, il Capitano H. Asmus e dal Sergente Pohl, che serviva anche come interprete.

Le trattative andarono avanti tutto il giorno. L’Atto di Resa fu stilato in quattro copie e firmato dai presenti alle 19.30 del 25 aprile 1945.

L’Atto di Resa

Il 26 aprile il partigiano Paolo Emilio Taviani, futuro Ministro della Repubblica Italiana, annunciò l’avvenuta Liberazione della città con un messaggio radiofonico ritrasmesso dalla BBC:

Genova è libera, popolo genovese esulta! Per la prima volta nella storia di questa guerra un corpo d’esercito si è arreso alla forza spontanea di un popolo: il popolo genovese.

Si, genovesi (e liguri) avevano fatto tutto da soli. Le truppe americane arrivarono in città il 27 aprile, a cose fatte. Presero in consegna i trentamila soldati tedeschi fatti prigionieri dai partigiani durante quello che il Generale americano Almond definì “A wonderful job”.

La resa delle truppe tedesche in Via XX Settembre

Fonte delle immagini: www.villamigonegenova.it

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply