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Lo sciroppo di rose: la tradizione della Valle Scrivia

Rosa Centifolia - sciroppo di rose

In Liguria, la tradizione dello sciroppo di rose arriva dal genovesato. Nello specifico dalla Valle Scrivia, territorio dell’entroterra dove è particolarmente diffusa la coltivazione della Rosa Centifolia, la più adatta per questa ricetta.
Si tratta di una produzione molto antica: una delle prime testimonianze arriva dal 1683 in un testo di Gian Domenico Peri. Nel suo “Il negoziante”, il poeta contadino raccontava: “le confetture e le conserve di zucchero che si lavorano in Genova come le più eccellenti che si acconcino in alcun altra parte del mondo”.
La stagione per la raccolta delle rose da sciroppo va da metà maggio ai primi di giugno, quando la corolla è sbocciata e ben aperta.

Le origini dello sciroppo di rose

Da molti secoli le rose fanno parte del panorama florovivaistico del genovesato. Con i loro petali, si produceva uno sciroppo da offrire agli ospiti. Chi non possedeva rose raccoglieva i boccioli in Valle Scrivia oppure acquistava i petali sfusi dal fruttivendolo o dal fioraio.
Oggi sono rari i casi in cui un fruttivendolo, o meglio un bezagnìn, venda i petali di rosa tra le casse di frutta e verdura. Lo sciroppo di rose artigianale si può però acquistare presso la Farmacia Sant’Anna e la Confetteria Pietro Romanengo fu Stefano, tra le botteghe storiche più antiche di Genova.

Il Presidio Slow Food


Per la preparazione tradizionale servono solo quattro ingredienti: acqua, petali di rosa, limone e zucchero; spesso però lo sciroppo di rose che troviamo sul mercato è realizzato con coloranti, aromi di sintesi, glucosio e conservanti.

Per questo motivo, a tutela della produzione artigianale è nato il Presidio Slow Food Sciroppo di Rose. Il Presidio riunisce chi ancora produce secondo la ricetta tradizionale genovese, seguendo le indicazioni del disciplinare

L’Associazione Le rose della Valle Scrivia

sciroppo di rose

Nel 2000, è nata l’Associazione “Rose della Valle Scrivia”. Una dozzina di aziende agricole che ancora coltivano le Rose Centifolia e si dedicano alla loro trasformazione in sciroppo.  È questa realtà a occuparsi del disciplinare legato alla produzione. La coltivazione deve essere lontana da ambienti inquinati e priva di agenti chimici: il contenuto naturale e profumatissimo dei petali deve rimanere inalterato.
Questa antica varietà di rose (selezionata tra la fine del XVIII e il XIX secolo) può essere coltivata in modo naturale grazie alla sua robustezza.
Le qualità di rose da sciroppo maggiormente utilizzate sono la Rugosa e la Centifolia Muscosa, ma anche la Damascena e la Gallica, tutte profumatissime e dall’intensa colorazione.

Lo sciroppo di rose era anticamente utilizzato come medicinale per via delle sue proprietà antinfiammatorie di bocca e gola. Oggi è usato in cucina come bibita diluito in acqua fresca, o come aperitivo aggiunto a vino bianco. Nel tè caldo sostituisce lo zucchero, e dà un gusto particolare a sorbetti e gelati, yogurt e altri dolci.

Le rose della Valle Scrivia sono però utilizzate anche nel settore della cosmesi naturale: un ingrediente per creme ed acque con proprietà nutritive e idratanti.

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