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Lo scoglio dell’asseu, la leggenda di Riva Trigoso

scoglio dell'asseu

A Riva Trigoso, o per dirla meglio, a Renà, a pochi metri dalla spiaggia svetta lo scoglio dell’Asseu. È impossibile non notarlo: la sua forma e la sua altezza lo rendono unico e riconoscibile da terra e dal mare.

La sua presenza affascinante segna il panorama di questo tratto di costa tigullina e, come capita alle cose molto belle, ha dato vita una leggenda.

Abbiamo già parlato di leggende in riva al mare, l’amore tra Segesta e Tigullio ha segnato la nascita della penisola di Sestri Levante, e lo scoglio dell’asseu non voleva essere da meno.

La leggenda di Riva e Trigoso

I protagonisti di questa leggenda sono due giovani, la biondissima Riva e il bel Trigoso. I due erano molto innamorati l’uno dell’altro, ma la sfortuna segnò la loro storia.
Scelsero di celebrare le loro nozze nel giorno sbagliato. Durante i festeggiamenti, il loro borgo fuinvaso dai pirati saraceni, che saccheggiarono il villaggio e rapirono le donne più giovani.
Nel tumulto, Trigoso si scagliò contro i pirati, determinato a proteggere la sua sposa, ma nella lotta perse i sensi. Non potè quindi fermare il rapimento di Riva, caricata a forza sull’ammiraglia della flotta saracena. Trigoso si rianimò nel momento in cui i pirati presero il largo e corse sulla spiaggia per chiamare a gran voce la sua sposa.
Quando i pirati lo udirono, lo colpirono mortalmente con una sventagliata di frecce che lo trafissero in pieno petto e lo fecero cadere a terra agonizzante. 

Impotente, Riva assistette alla scena dalla nave e quando vide il suo sposo morire si gettò contro il comandante che la uccise con ripetute pugnalate al ventre. Il suo corpo ormai esanime venne gettato in mare dai pirati.

In quel momento, l’acqua si tinse del rosso del sangue della giovane e dal mare sorse un’enorme onda che colpì la nave. Forzieri e bauli che contenevano una gran quantità d’oro e di preziosi caddero in mare. I pirati non furono in grado di individuare il punto esatto dove era affondato il tesoro e, dopo giorni di ricerche, decisero di desistere e di salpare.
Quella notte stessa degli angeli scesero dal cielo. Per ricordare ai posteri la giovane fanciulla e il suo coraggio collocarono, nel punto in cui Riva era morta, un grande scoglio a forma di campana, lo scoglio dell’Asseu. Nello stesso momento, sulla spiaggia, nel punto dove cadde Trigoso, i ciottoli intonarono un canto d’amore.

La baia dove i pirati persero il loro tesoro prese il nome di Baia dell’Oro, mentre i pescatori decisero di decisero di intitolare il loro paese alla memoria dei due giovani e della loro romantica storia d’amore.

Questa è l’origine leggendaria della toponomastica di Riva e Trigoso che furono accostati per la prima volta nel 1874, quando nacque la stazione ferroviaria “Riva – Trigoso”.

Leggende del Tigullio

La leggenda di Rivaa e Trigoso mescola molti elementi della tradizione marinara ligure. Una storia d’amore finita tragicamente, un saccheggio, ma anche un addio forzato, che si ripresentano non solo nella leggenda di Segesta e Tigullio, ma anche in quella di Hassan e delle gemelle Savia e Maria, ambientata nella cittadella di Chiavari.

Lo scoglio dell’Asseu, il nome

L’etimologia della parola Asseu invece non è chiara. Vi possiamo dire che non esiste in genovese il trittongo -eau e che la grafia corretta di questa parola è quella con il dittongo -eu. Per la pronuncia, il suono è molto simile a quello della parola francese bleu
La tesi più accreditata sull’origine del nome sembra essere quella dello “scoglio della sorella“. Pare che le donne si arrampicassero sulla punta dello scoglio per scrutare l’orizzonte e poter accogliere i naviganti che tornavano verso la costa.
Da qui l’espressione “schéuggio da seu“, che potrebbe essere stato italianizzato in “scoglio dell’asseu”. Verità o leggenda? Chissà!

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