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On The Wall: la street art a Certosa

10 opere, 12 artisti, 642 litri di pittura, 2793 bombolette: ecco i numeri del progetto di street art e di riqualificazione urbana “On The Wall“, realizzato a Certosa per dare una nuova vita ad uno dei quartieri più colpiti dal crollo del Ponte Morandi.

Dal 13 luglio all’11 agosto 2019, il quartiere di Certosa si è trasformato in un vivace laboratorio a cielo aperto che ha visto l’intervento di alcuni tra i più famosi street artist del panorama nazionale e internazionale. Ma non solo: con la pittura avanzata è stata data la possibilità ai volontari e ai ragazzi della zona di sperimentare le loro doti creative e di realizzare i loro murales su alcune saracinesche.

In realtà, il progetto era già in cantiere prima del caduta del viadotto – fatto che ha ancor di più evidenziato la sua necessità per rialzare il quartiere. I curatori di questa “mostra” sono i professionisti di Linkinart che si sono occupati della mappatura degli edifici e della ricerca degli artisti.

Siete pronti a scoprire la street art a Certosa? Ecco la mappa dei murales e qualche info per orientarsi al meglio per le vie, per non perdersi neanche un’opera e per godersele davvero!

1. Untitled – Zedz

Edificio Enel, Via Perlasca 6
Il murales dell’olandese Zedz è gigantesco: 600m² di forme dinamiche e colori vivaci che rimandano ad un’architettura frammentanta, in continua evoluzione. Un’evoluzione che si riflette su quello che accade attorno – dal rinnovamento urbano alla ricostruzione del ponte. Zedz ha completato l’opera in 6 giorni.

2. Untitled – Belf

Via Certosa 1A
Il murales del genovese Blef occupa 200m² ed è stato realizzato in una settimana. Per la prima volta, lo street artist si cimenta in una parete verticale sulla quale utilizza la tecnica del lettering per comporre il suo tag in una composizione tridimensionale. Lo sguardo si muove verso l’alto, alla ricerca dell’origine del graffito. A Genova, i lavori di Blef sono visibili ai Gardini di Plastica: il suo “Wall of fame”.

3. Le acciughe fanno il pallone – Caktus&Maria

Via Certosa 13
Caktus e Maria sono colleghi e una coppia di fatto. Il loro lavoro di 200m², realizzato in 5 giorni, si intitola come la canzone del famoso cantautore Fabrizio De Andrè: le acciughe fanno il pallone. Il significato dell’opera, collegato al crollo del ponte, è che l’unione fa la forza. La comunità si stringe e si avvicina proprio come fanno le acciughe che fanno scudo e si proteggono dagli attacchi esterni. Ma la luna nei capelli della ragazza rimanda anche ad una leggenda: all’inizio del mondo le acciughe erano stelle. La Luna, invidiosa della loro bellezza, le cacciò in fondo al mare e per questo sono attratte dalla luce.

4. Liberi di perderci – Antonello Macs

Piazza Petrella
Antonello Macs ritrae una coppia di amici in stile caricaturiale su un’auto d’epoca. Il mezzo scelto non è casuale: il padre dell’artista ne era appassionato, tanto da tramandare la passione anche al figlio. I due personaggi buttano via il cellulare e una cartina, per essere totalmente liberi di perdersi. Lo street artist invita l’osservatore a liberarsi dalle preoccupazioni e di apprezzare la bellezza che ha attorno. Tra i dettagli: una piccola Lanterna sullo sfondo e la data 2019, al contrario, come targa. Questo sarebbe dovuto essere l’ultimo lavoro di Macs, ma per lui fu un’esperienza talmente positiva che, finito il murales, dichiarò di non voler più smettere. L’opera occupa 150m² ed è stata realizzata in 7 giorni.

5. Antica via del nuovo cerchio – Gola Hundun

Via Certosa 11
Gola Hundun è romagnolo, ma vive a Barcellona. È vegetariano, caratterista che lo collega alla natura e che lo spinge a far spuntare il verde dove non c’è. Il suo contribuito per il quartiere rappresenta la risalita dell’uomo verso l’alto e verso la consapevolezza, dalla caverna (dove appare la figura mitologica di Cernunnos, dio della prosperità) fino alla vetta della montagna: un percorso circolare della vita, imprescidibile dalla natura. Il tubo bianco posto sull’edificio non è un elemento di disturbo, anzi: diventa parte integrante dell’opera e rappresenta l’albero della vita. Gola ha impiegato 8 giorni a realizzare il suo murales, occupando 200m².

6. Certosa Freestyle – Geometric Bang

Via Certosa 3
Anche nel murales di 200m² di Geometric Bang appare nuovamente la Lanterna. Lo street artist ha impiegato 7 giorni a realizzare il suo “Certosa Freestyle”, perché freestyle? Perché prende ispirazione dalle persone del quartiere: ritrae chi passeggiava, chi gli parlava e chi lo colpiva. Uno spaccato di vita quotidiana composto da forme geometriche e colori accesi, completamente realizzato a mano libera.

7. Decostruzione/ricostruzione – Greg Jager

Scuola media Caffaro, via Gaz
Insieme al lavoro di Zedz, “Decostruzione/ricostruzione” sono i murales più grandi, di 600m². L’opera presenta forme geometriche e anamorfe che ricordano lo stile Bauhaus. Non è un caso: infatti il 2019 era il centenario di questa scuola d’arte. L’edificio colorato da Greg Jager è una scuola e anche all’interno presenta il suo contributo, è un regalo per gli studenti e offre un nuovo punto di vista alle generazioni future. Il progetto sembra semplice, ma in realtà è stato più complicato del previsto: l’artista ha impiegato 9 giorni a realizzare tutto, dando 4 mani anziché 2 perché il colore non prendeva e lavorando giorno e notte.

8. This is site specific – Ozmo

Vico Chiuso della Pietra
Il murales di Ozmo è la prima opera di street art che accoglie chi arriva a Certosa. L’opera è una rivisitazione della famosa scultura “Amore e Psiche” di Canova: un omaggio e un abbraccio al quartiere che simboleggia uno slancio verso il cielo e verso la speranza. La scritta “This is site specific” ha un doppio significato: da un lato indica che Ozmo ha il diritto di stare su quella parte, un’affermazione tipica degli street artist. Dall’altro è utilizzata come censura, posta a coprire il bacio perché non sia scambiato per il focus che è invece l’ascensione. Il murales è anche un momento di formazione culturale per i cittadini che, una volta compresa la celebrità dell’opera dalla quale trae spunto, ne sono diventati diretti promotori.
“This is site specific” occupa 150m² ed è stato realizzato in soli 4 giorni, o meglio notti: il disegno è stato proiettato sul muro e l’artista lo ha “ricalcato”.

9. Wall painting – Agostino Iacurci

Via Questa 2
Prima di mettersi al lavoro, Agostino Curci ha voluto visitare Genova. Perché? Perché nel suo grande e colorato murales di 350m² ha scelto di riprendere i palazzi storici genovesi con i loro elementi architettonici tipici: loggioni e nicchie. Grazie a lui la facciata laterale dell’edificio si è trasformata in 7 giorni in quella principale.

10. Fantozzi – Rosk&Loste

Via Certosa 1B
Rosk e Loste sono due artisti siciliani che hanno scelto di omaggiare il genovese Paolo Villaggio, rappresentadolo nei panni del suo più famoso personaggio: Fantozzi.
Lo sguardo di Fantozzi è rivolto verso il ponte e la sua immagine regala un po’ di spensieratezza in un momento così tragico. Il murales è alto circa 20 metri e occupa 200m², il volto è ricco di dettagli e sembra quasi una fotografia, ma nostante la sua complessità è stato realizzato in soli 6 giorni. Questo perché uno degli artisti è mancino, quindi hanno potuto lavorare in modo speculare ottimizzando i tempi.

Ora avete tutte le informazioni necessarie per regalarvi una passeggiata all’insegna della street art a Certosa e chissà, magari anche per fare qualche acquisto nei negozi locali! Mi raccomando, sempre naso all’insù!

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