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I Palazzi dei Rolli di Genova: storia e tradizione

Corridoio interno di Palazzo Senarega, uno dei Rolli di Genova

A Genova i Rolli Days sono ormai una tradizione. Due week-end l’anno palazzi e ville nobiliari aprono al pubblico e i visitatori, tra genovesi, liguri e turisti italiani e stranieri, sono numerosissimi.

Quella dei Palazzi dei Rolli è una storia antica, che risale agli anni tra Rinascimento e Barocco, quando i nobili genovesi commissionarono la progettazione e costruzione di sontuosi palazzi lungo quella che all’epoca era Strada Nuova e oggi è Via Garibaldi, e investirono nella ristrutturazione e nell’ampliamento delle decine di residenze famigliari situate nel centro storico.

Che cosa sono i Rolli?

Tradotto letteralmente, Rolli significa elenchi. Infatti nel 1576, su Decreto del Senato, venne istituito un elenco ufficiale dei palazzi più belli e lussuosi di Genova e fu stabilito che i loro proprietari avrebbero ospitato, a turno, i notabili in visita alla città.

All’epoca Genova era nel pieno del suo splendore: era città di armatori, mercanti e banchieri e rivestiva un ruolo politico e commerciale sull’intero Mediterraneo. Vi transitavano e soggiornavano anche sovrani, principi, diplomatici e prelati. A ospiti di tale rango, in visita di Stato, bisognava offrire, per il tempo che avrebbero trascorso a Genova, dimore degne e tanto ricche ed eleganti da accrescere la reputazione della città al di fuori della Repubblica marinara. Nacquero così i Rolli (o elenchi) degli Alloggiamenti pubblici.

All’Archivio di Stato di Genova sono ancora conservati i Rolli originali. Il primo fu redatto nel 1576: comprendeva 52 edifici. Successivamente furono stilati altri elenchi, nel 1588, nel 1599, nel 1614 e l’ultimo nel 1664. Il numero di palazzi e ville annoverati in questo particolare sistema di ospitalità pubblica crebbe fino ad un massimo di 150 edifici.

Tra tante dimore, come si faceva a scegliere quale avrebbe avuto l’onore e l’onere di ospitare il dignitario di turno? Si andava per estrazione. All’interno dei Rolli palazzi e ville erano catalogati in base al loro prestigio e smistati in quattro bussoli da cui si pescava casualmente il nome del palazzo.

Solo pochi palazzi potevano ospitare le più alte cariche, monarchi, capi di stato, cardinali… Erano Palazzo Doria-Tursi (dove oggi ha sede il Comune di Genova), Palazzo Lercari-Parodi, anch’esso in Via Garibaldi, e le splendide residenze della famiglia Spinola in Salita Santa Caterina.

Cortile interno di Palazzo Tursi
Il cortile interno di Palazzo Doria-Tursi

L’eleganza dei palazzi genovesi si conquistò grande fama anche all’estero. All’inizio del ‘600 il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, che a Genova lavorò per Nicola Pallavicino, li propose come modello abitativo per la nobiltà di tutta europa e realizzò un’antologia delle più belle case della città. Un’opera in due volumi arricchita di dettagliati disegni di ville e dimore nobiliari, tra cui, naturalmente, anche i Palazzi dei Rolli.

Palazzo Baldassarre Lomellini disegnato da Rubens

I Palazzi dei Rolli oggi, patrimonio UNESCO

Erano nati come residenze, luoghi dove vivere, ma anche simbolo del potere e della ricchezza delle famiglie nobili di Genova. Oggi molti Palazzi dei Rolli sono diventati sede di uffici o banche, altri invece sono musei e custodiscono vaste collezioni d’arte. A Palazzo Doria-Tursi (inserito nel complesso dei Musei di Strada Nuova) si possono ammirare la Maddalena penitente di Canova e il violino di Paganini, soprannominato Cannone per la potenza del suono; a Palazzo Bianco è esposto l’Ecce Homo di Caravaggio, mentre il dipinto La cuoca di Bernardo Strozzi ha trovato casa a Palazzo Rosso. E questo per citare solo alcune delle opere più famose.

Altri palazzi ancora appartengono tutt’ora a privati e i Rolli Days sono una ghiotta occasione per godere della bellezza di ville e dimore nobiliari che per il resto dell’anno sono inaccessibili al pubblico.

Nel 2006 l’UNESCO ha dichiarato le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli Patrimonio Mondiale dell’Umanità con la motivazione che:

Tutti possiedono un elevato valore architettonico e artistico e raggiungono un valore universale in quanto si adattano alle caratteristiche peculiari del sito e alle esigenze di una specifica organizzazione sociale ed economica, quale era quella della Repubblica di Genova.

📸    Fotografie di Elisa Agostena

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