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Il corsaro Dragut e lo sbarco dei Saraceni a Laigueglia

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Lo sbarco dei Saraceni a Laigueglia è un evento storico che ha profondamente segnato la storia e la conformazione di questo bellissimo borgo marinaro del Ponente. A partire dalla metà degli anni ’70, viene ricordato, ogni estate, attraverso una messa in scena folkloristica alla quale partecipano centinaia di persone.

Lo sbarco dei Saraceni a Laigueglia

Laigueglia, 25 luglio 1546. Sembra una notte come tante altre: qualche gatto gironzola tra i carruggi e il suono delle onde del mare culla il sonno dei Laiguegliesi dopo una giornata di lavoro. Poi di colpo tonfi, porte sfondate, urla e gente che scappa senza sapere in che direzione andare. Il suono stridente delle scimitarre può solo significare una cosa: sono sbarcati i Saraceni!

Guidati dal corsaro ottomano Dragut, mettono a ferro e fuoco il piccolo borgo ligure. Rubano quello che possono, trafiggono gli uomini che si ribellano e rapiscono le donne. Caricano il bottino sulle loro feluche e provano a lasciare la costa diretti nel cuore del Mediterraneo, non prima però di aver dato fuoco alle case e alle botteghe.

Questa notte di terrore finirebbe tristemente così se non fosse per l’intervento salvifico della flotta del Capitano Giulio Berno. Intercettata la nave carica di donne e uomini presi in ostaggio, riesce a salvarli da un destino di torture e schiavitù.

Per Laigueglia questa non era la prima volta. Ci aveva provato tre anni prima anche Khayr al-Dīn, conosciuto ai più come Barbarossa, allora ammiraglio dell’imperatore turco Solimano. Il suo furioso cannoneggiamento dal mare non aveva però sortito lo stesso effetto. Gli abitanti si erano rifugiati in collina mentre le navi della Repubblica genovese rispondevano all’attacco allontanando i Turchi dalla costa.

Rosa dei venti in piazza Garibaldi a Laigueglia
La Rosa dei venti in piazza Garibaldi a Laigueglia. Tipico esempio di Rissëu ligure.

Dragut: la “Spada vendicatrice dell’Islam”

Thorgoud o Darghout (Dragut) nasce nel 1485 a Bodrum, nell’attuale Turchia. Di origine povere, si fa presto notare per le sue doti di spadaccino e viene arruolato nell’esercito ottomano. Partecipa a numerose guerre di corsa* insieme al corsaro, e ammiraglio della flotta ottomana, Barbarossa. Le sue abilità gli valgono in breve tempo il rango di Rais (Capitano).

Nel 1540 viene sconfitto in battaglia e catturato da Giannettino Doria. Portato a Genova e incarcerato, dopo qualche anno viene riscattato dallo stesso Barbarossa per 3.000 scudi e la concessione dell’isola di Tabarca alla famiglia genovese dei Lomellini, legata ai Doria.

Nel 1544 prende il comando della flotta ottomana e si accanisce sulle coste liguri. Civezza, Laigueglia e Rapallo sono solo alcune delle località di Ponente e Levante saccheggiate da Dragut. Città distrutte, giovani donne rapite e chiese spogliate degli oggetti religiosi. Da qui il soprannome di “Spada vendicatrice dell’Islam” conferitogli dai suoi sottoposti.

Grazie alle sue capacità e numerose conquiste viene proclamato viceré di Algeri e Signore di Tripoli per conto di Solimano II il Magnifico. Muore nel maggio del 1565 durante l’assediò al forte di Sant’Elmo a Malta e viene sepolto Tripoli nella moschea chiamata “Sarāy Dragut”.

*I corsari erano cittadini autorizzati dai governi ad assalire e rapinare navi mercantili avversarie tramite lettere di corsa”, documenti che li proteggevano dalle accuse di pirateria. Queste azioni belliche marittime erano sovvenzionate dai sovrani con il fine di aumentare le proprie casse.

Ritratto di Andrea Doria e del suo gatto Dragut.
Ritratto di Andrea Doria e del suo gatto che chiamò “Dragut”. Quadro del pittore fiammingo William Key custodito a Villa del Principe, Genova.

Sbarco dei Saraceni: la ricostruzione storica

Nel piccolo borgo marinaro di Laigueglia, tra la fine di Luglio e l’inizio di Agosto, si accendono le luci su una manifestazione che coinvolge grandi e piccini, locali e furesti. E’ una libera rievocazione dello sbarco dei saraceni avvenuto nel 1546 che vede i due schieramenti, autoctoni ed invasori, scontrarsi in riva al mare in una gigantesca battaglia di palline di gommapiuma.

A fare le veci dei Saraceni sono spesso i Laiguegliesi proprietari di barche e gozzi usati per inscenare lo sbarco sulla costa. I turisti invece interpretano gli abitanti del borgo svegliati nel pieno della notte dal corsaro Dragut e dai suoi compagni. 

E’ un evento davvero singolare, con un gran numero di partecipanti e musiche di sottofondo che creano un’atmosfera quasi epica. La ricostruzione dello sbarco dei Saraceni a Laigueglia dura circa un’ora e mezza e si conclude con uno spettacolo di fuochi d’artificio e l’incendio del bastione di Levante. Non vi resta che partecipare!

Bastione difensivo sulla spiaggia di Laigueglia
Bastione di Levante (1564): l’unico dei tre bastioni difensivi di Laigueglia rimasti

Se la storia di Dragut vi ha incuriosito, potete scoprire di più leggendo “Dragut Rais corsaro barbaresco. Vita e imprese di un protagonista nel Mediterraneo del Cinquecento” di Roberto Moresco. Il libro è disponibile su IBS e Amazon.

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