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Umberto Fracchia e il buen retiro di Bargone

La frazione di Bargone, tanto amata da Umberto Fracchia

Umberto Fracchia, classe 1889, nacque a Lucca da padre piemontese e madre ligure. Cresciuto a pane e Salgari, diventò presto giornalista e scrittore. La sua carriera letteraria fu breve, ma Umberto Fracchia fu sicuramente uno dei grandi protagonisti della vita culturale italiana della prima metà del Novecento.

Umberto Fracchia e la letteratura italiana del primo Novecento

Le sue prime pubblicazioni, Le vergini (1908) e La favola dell’innocenza (1910), seguivano l’impronta dannunziana, ma successivamente seguì una poetica caratterizzata dall’intreccio tra fantasia e realtà, come ne Il perduto amore (1921), e da un approccio più sensibile come nel romanzo Angela (1923) e nei racconti di Piccola gente di città (1925). Il suo ultimo libro La stella del Nord (1929) ha invece toni più avventurosi.

Il ritratto di Umberto Fracchia

La sua fu un’intensa e prolifica produzione letteraria. Nel 1912, fondò la rivista “Lirica”, radunando attorno a sé altri scrittori per dar vita a un nuovo indirizzo letterario. Un obiettivo che raggiunse la sua massima espressione con la fondazione del settimanale La Fiera Letteraria, nel 1925.

Per la realizzazione di questo progetto, Umberto Fracchia mise in campo tutta l’esperienza accumulata nella sua lunga attività giornalistica. Da sempre si occupava di critica letteraria: sapeva come scovare nuovi talenti, tanto che la casa editrice Mondadori lo nominò “Direttore generale per la parte letteraria e artistica”.

Fracchia visse quegli anni di intensa vita lavorativa tra Roma e Milano, ma la storia cambiò il corso degli eventi che segnarono la sua esistenza. Il regime fascista esercitò il proprio potere sulla “Fiera Letteraria”, tanto da costringere al cambio di titolo della testata, che si trasformò in “L’Italia letteraria”.
Il nuovo clima politico, costrinse Fracchia nel 1927 a lasciare la direzione del suo ambizioso progetto e lo portò a scrivere per il Corriere della Sera, come direttore della redazione a Parigi.

L’anno successivo lo stesso quotidiano accettò la sua richiesta di diventare corrispondente dalla Liguria. Si ritirò così a Bargone, dove trovò il tempo di coltivare ancora la sua grande passione per la critica letteraria e di scrivere racconti che vennero pubblicati a puntate sul Corriere della Sera e poi raccolti nel volume Gente e scene di campagna, pubblicato postumo nel 1931.

Bargone, il buen retiro nella casa di famiglia

Bargone è una frazione del comune di Casarza Ligure e conta 283 abitanti. A questo piccolo borgo della val Petronio, sovrastato dalla punta del Monte Treggin, Umberto Fracchia ha dedicato un libro. I racconti di Gente e scene di campagna sono ispirati alle atmosfere di vita semplice, a cui lo scrittore era tanto legato.

La sua famiglia materna era originaria di Casarza Ligure e a Bargone possedeva una casa. Qui Umberto, ancora bambino, passò gran parte delle sue estati insieme alla nonna e, in età adulta, tornò ogni volta che gli fu possibile.

Per questo, quando il peso della sua vita frenetica e la forte influenza del fascismo sulla cultura italiana divennero troppo pressanti, decise di trasfervisi definitivamente. Cercava il conforto delle sue radici, un posto tranquillo e lontano dal clamore e dal potere.

Non poteva sapere che avrebbe passato solo pochi anni in quel luogo. Fracchia morì giovane. Successe durante un viaggio a Roma nel 1930, ma nel 1959 i suoi resti sono tornati a Bargone, secondo le sue volontà.

Il fondo librario di Umberto Fracchia

Casarza Ligure ricorda ancora oggi la figura di questo illustre concittadino. A Fracchia è intitolata la Biblioteca Comunale di Casarza Ligure dove si conserva anche il prezioso fondo librario lasciato dalla moglie all’Università di Genova, tenuto ora in gestione dall’amministrazione comunale.

Casa Fracchia e il Mausoleo

Umberto Fracchia non riposa nel piccolo cimitero di Bargone, come si potrebbe pensare. La sua tomba si trova invece in via Reccio.

Un mausoleo dalle imponenti dimensioni in stile razionalista progettato dall’architetto Enrico Del Debbio e costruito sui terreni di proprietà della famiglia Fracchia. È visibile a occhio nudo anche dalla strada provinciale che si percorre per arrivare a Bargone.

Umberto Fracchia - il Mausoleo
Umberto Fracchia

Per raggiungerlo è necessario attraversare il paese, dove invece si trova “Casa Fracchia”, edificio restaurato di recente sotto l’alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Genova e la Provincia di La Spezia. In mancanza di eredi, la seicentesca casa rurale è stata fino a poco tempo fa proprietà del MiBaCT, oggi invece è amministrata dal Comune di Casarza Ligure.

Il mausoleo invece si trova al limitare del centro abitato, in mezzo agli orti. Oggi è inagibile e in attesa di essere restaurato, ma nonostante questo, non ha perso il suo fascino. Impossibile non restare abbagliati dalla bellezza del luogo che Umberto Fracchia ha scelto per il suo ultimo viaggio: un prato pianeggiante, dominato dagli ulivi, la vista aperta sul paese e sulla valle.

Tutto fa pensare al posto ideale per scrivere, un luogo dove trovare, per davvero, la pace. Un luogo che ti fa dire: “Vorrei restare qui per sempre”.

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