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Villa Domus 1938, gioiello incastonato sulla scogliera di Sestri Levante

villa domus 1938

Se state cercando un’oasi di pace, Villa Domus 1938 è il posto giusto per voi. Si sa, la Liguria non ha nulla invidiare alla vicina Costa Azzurra e lungo le due riviere si possono trovare angoli di paradiso che sì, fanno proprio pru.

Quindi, che aspettate? Venite con noi a scoprire un capolavoro architettonico unico nel suo genere.

Villa Domus 1938, un’immersione tra arte e natura

Ancora una volta siamo a Sestri Levante, sulla penisola. Tra i ruderi della Chiesa di Santa Caterina e la chiesa romanica di San Nicolò, si scorge un portone in legno massiccio. Sembra l’ingresso di un castello fatato.

Nascosta da occhi indiscreti sorge un’opera architettonica circondata da 20 ettari di parco e affacciata sulla scogliera: Villa Domus è immersa totalmente nella natura.

Il bianco e il celeste spiccano in contrasto con il verde del giardino e la trasformano in un tutt’uno con il cielo e il mare. Le grandi finestre regalano luce agli interni.
Furono dotate di un impianto elettrico, che ancora oggi permette di sollevarle: le finestre scompaiono nelle pareti della casa e aprono i salotti e la sala da pranzo che si affaccia sul giardino. Una grande innovazione per il 1938, l’anno di costruzione.

Fu abitata per pochi anni e poi venne abbandonata. Tornò al suo originario splendore solo negli anni Ottanta, quando gli architetti Luciano e Francesco Panero si occuparono di un restauro meticoloso.

Tra gli arredi si possono trovare reperti di epoca romana e statue risalenti agli inizi del 1900. Questi e tanti altri dettagli di grande valore artistico spiegano perché Villa Domus sia vincolata dalla Soprintendenza delle Belle Arti e nel 1988 sia stata riconosciuta come Monumento Nazionale di Architettura Moderna dal Ministero della Cultura.

Entrandovi lascerete alle vostre spalle i rumori e le frenesie del mondo contemporaneo per vivere un’esperienza di pace. Gli unici suoni sono il canto dei gabbiani e il frangere delle onde sugli scogli. Romantico, vero?

Sembra impossibile, ma si può fare di più. Esiste anche una spiaggia privata, che si raggiunge attraverso un sentiero nel bosco e una scalinata che scende al mare. Qui si può passare il proprio tempo indisturbati, l’unico movimento è quello delle imbarcazioni al largo.

Un gioiello dalla mente dell’architetto Luigi Carlo Daneri

villa domus 1938

Villa Domus 1938 è opera dell’architetto Luigi Carlo Daneri. Classe 1900, nato a Ronco Scrivia, ha disegnato edifici e quartieri a Genova e nel resto della Liguria. Allievo di Mario Piacentini, colui che progettò Piazza della Vittoria e il suo arco, fu apprendista di un altro nome noto dell’architettura genovese e nazionale, lo Studio Coppedè.

Nella progettazione di Villa Domus, egli portò avanti un grande lavoro di mediazione tra la costruzione e l’ambiente che la circonda. Lo sguardo della villa volge a sud e sorge su un terreno irregolare. Davanti a lei, all’orizzonte c’è solo il blu del mare e i suoi spazi esterni sono sì dedicati a momenti di collettività, ma anche ad attimi di pura contemplazione.

Pur mantenendo i caratteri dello stile razionalista, Daneri riuscì a realizzare un’opera che sembra prendere vita. Terrazze, belvederi, angoli nascosti svelano al visitatore un volto sempre nuovo.

La leggenda di Segesta e Tigullio

In quest’atmosfera d’incanto, viene da chiedersi se Daneri conoscesse la leggenda che racconta l’origine del promontorio su cui sorge Villa Domus: la storia di Segesta e Tigullio. Poco distante dalla terraferma, sorgeva un’isola incontaminata e piena di meraviglie, Nettuno decise di dedicarla alla più bella delle sue figlie, la sirena Segesta.
Le sirene proteggevano le coste dell’isola nuotando in superficie, mentre i tritoni erano costretti a restare sul fondale per non disturbarle. Fu così che Tigullio si innamorò del canto di Segesta e, contro il volere del re dei mari, uscì dall’acqua per poterla vedere.
Tigullio protese il braccio per toccare la coda della bella sirena seduta sugli scogli: Segesta, folgorata da quel gesto, si innamorò all’istante. Fu in quel momento però che la furia di Nettuno si riversò sul tritone e la sirena, che, per punizione, rimasero pietrificati. Il braccio di Tigullio e la coda di Segesta uniti per sempre, un istmo che unì l’isola alla terraferma.

Così nacque Segesta Tigulliorum, la penisola di Sestri Levante, un luogo magico che Daneri ha saputo catturare nell’essenza di Villa Domus.

Villa Domus 1938 oggi

Villa Domus è stata aperta al pubblico per le Giornate FAI di primavera nel 2018 con ingresso a numero chiuso. Solo 50 persone hanno potuto partecipare alla visita guidata.

Oggi però è anche una struttura ricettiva, è possibile pernottare in una delle sue suite e svegliarsi con una vista mozzafiato sul Golfo del Tigullio.

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